Va bene, va bene!
S'è beccata una bicchierata e
nessuno esce di qua
finché non scopriamo chi è stato!
-Begbie
A volta basta davvero poco per provare
stima perenne verso qualcuno, un piccolo gesto o anche
un rutto; non importa cosa farà questa persona nel futuro, per te resterà sempre sul piedistallo su cui l'hai posta. Gli
Electric Wizard per esempio, questi hanno messo
Satana che si fuma un bong sulla
copertina di un disco e solo questo basta a inserirli tra i maggiori esponenti della cultura mondiale del ventesimo secolo, anche perchè dopo sette dischi continuano ad essere il gruppo più occulto e drogato che si sia mai avuto su questo pianeta, come l'ultimo
Black Masses, incredibilmente lo-fi e
drogante, e ancora adesso mi chiedo come hanno fatto Jajo ed Er Cavalletta a dire che è brutto. Mi si dirà che si, non è
Dopethrone, ma porca Madonna quelli sono livelli di perfezione assoluta che succedono una volta ogni secolo.

Anche perchè tempo fa mezzo gruppo se ne andò a formare gli incredibili
Ramesess, e lui ha fatto entrare in formazione
una donna. Voglio dire, è risaputo di come le donne siano delle
incapaci totali quando si tratta di fare musica. A parte i cessi, tipo Bjork, ma è come una donna che gioca a calcio, o una donna soldato, o una donna manager. E' proprio
il concetto che stride. Quindi prima di criticare, pensate che questo c'ha una femmina in formazione. Come cazzo gli è venuto in mente, mi chiedevo. Poi ho letto su
Metal Sucks che quel ciccione di Osborne alla biondina se la scopa, e quindi ancora una volta si torna a quel concetto strano sul fatto che tira più un pelo di Fifa 98 che tutti gli ISS Pro degli ultimi dieci anni.
Oppure provo una profonda stima per
Phil Rudd degli Ac/Dc, che reputo, seriamente eh, uno dei più grandi batteristi della Storia. Questo fa praticamente sempre lo stesso tempo in quattro quarti ma lo fa
così bene che lo riconosci tra un milione. E tra l'altro, questo a sessant'anni s'è fatto sgamare con 25 grammi di marijuana e davanti al giudice si è giustificato dicendo che
era appena stato su un aereo e gli era venuto il mal di testa. Stima.
Oppure dai,
Luca Barbareschi. Tra le parole magiche entrate prepotentemente nel linguaggio politico degli ultimi anni (tipo
forchetta,
bipartisan,
par condicio,
girotondino,
no global,
ad personam,
utilizzatore finale di escort) c'era anche la parola
transfugo, per intendere quei politici che saltano da uno schieramento all'altro grazie a una
matura evoluzione politica. Luca Barbareschi no, è schifato da tutti. Schifato dalla Destra per aver spappolato il PdL qualche tempo fa e poi schifato, insultato e umiliato dal popolo della sinistra
(sic) per essere tornato nei ranghi. A me non importa, io Luca lo ricordo per aver recitato in
Cannibal Holocaust, il film più violento, controverso e censurato della storia del Cinema; un capolavoro incompreso che causò a Deodato, allo sceneggiatore, ai produttori e al distributore della pellicola
quattro mesi di reclusione. Quindi, a me non importa se Barbareschi è di destra, è fascista, è mafioso, stupra i bambini o si mangia la cacca, io lo ricordo così:
Fino a qualche tempo fa consideravo negativamente Pippo Franco, figura irrequieta in un ambiente culturale conformista. Certo, ci ha donato perle come
Giovannona Coscialunga disonorata con onore,
Quel gran pezzo dell'Ubalda tutta nuda e tutta calda oppure
Quel vagone per Frosinone ma non è mai riuscito a raggiungere i picchi creativi di
Lino Banfi,
Jimmy il fenomeno o
Galvano Della Volpe. E' riconosciuto all'unanimità come l'unico comico al mondo a non far ridere
nessuno, e gli esperti di neuromarketing stanno ancora adesso cercando di capire come abbia fatto il Bagaglino a raggiungere la
quattordicesima edizione. Io credo che tutto questo sia dovuto al fatto che Egli sia un esperto nel campo spirituale ed esoterico, spesso invitato anche a convegni evoliani all'Accademia di Romania a esaltare gli scritti di
René Guenon. Il suo libro,
Pensieri per vivere - Itinerario di evoluzione interiore, è un vero e proprio capolavoro nel quale il nostro eroe si destreggia tra l'Evola di
Cavalcare la Tigre e
George Gurdjieff, per delineare un itinerario per chi avverte il disagio di vivere.
Poi, a rendere ancora più mistica la figura dell'uomo, vi è questa grottesca leggenda metropolitana: secondo alcuni il vero Pippo Franco sarebbe morto nei primi anni Ottanta, assassinato da un agricoltore a cui stava rubando delle
mandorle. Nel mentre un quotidiano si apprestava a pubblicare la notizia documentata fotograficamente, la Rai istituì velocemente un concorso per trovarne il sosia: il Pippo Franco attuale sarebbe un certo
Salatino Fulvio Franco. Girando su internet in cerca di notizie mi sono ritrovato sulla pagina Wikipedia, e lì ho trovato il
vero scoop. Comincio a leggere:
Pippo Franco (vero nome Franco Pippo; Roma, 2 settembre 1940).Il vero nome di Pippo Franco è
Franco Pippo!