6.6.11

IL PIPPONE


Un anno fa era il sei giugno 2010. Oggi, è il sei giugno 2011. Il sei giugno 2010, cioè un anno fa, per festeggiare the international day of Slayer (che da quando esiste, ovvero sei anni, è diventata la festa dell'anno che sento di più) avevo scritto un post molto sentimentale su una mia ex fidanzata, più che altro perchè trovavo divertente il contrasto tra il gruppo più estremo di sempre e una storia romantica e idilliaca, al limite del patetico. E' sul vecchio blog, che ora non esiste più; quindi se volete leggerlo l'unica cosa che potete fare è contattarmi, casomai per telefono. Il mio numero è 3289123656. (quando l'enorme quantità di alcool che ho nel sangue verrà smaltita, probabilmente rimpiangerò questa cosa, ma tant'è).

Quest'anno volevo farmi venire in mente una cosa del genere, il problema però è che il mio cervello è partito per la tangente e ne è uscito fuori uno dei miei classici pistolotti senza ne capo ne coda, che probabilmente nemmeno io leggerò mai per intero, una volta convertito da eccitazioni di neuraglia piramidale a bit riconfigurati in alfabeto. Se non esistesse il gruppo omonimo, questo post lo avrei chiamato UFOMAMMUT, il problema però è che se non esistesse il gruppo omonimo non mi sarebbe mai venuta in mente la parola UFOMAMMUT e, d'altra parte, se io non nomino almeno una volta a settimana la parola UFOMAMMUT mi esce il sangue dal naso. Di solito il titolo è l'ultima cosa che scrivo, adesso come adesso mi piacerebbe chiamare questo post IL PIPPONE, ma forse mi viene in mente qualche altra cosa prima di finire, tipo non lo so: I FOMENTATI AIZZACORNA DA POGO non sarebbe male.

Amica mia, tanto tempo fa la situazione non faceva così schifo. Non esistevano i Killswitch Engage. C'è stato un periodo in cui dovevo scrivere per una webzine metal, poi non se ne è fatto nulla perchè mi avevano chiesto di non scrivere parolacce e soprattutto di non stroncare i gruppi italiani.
Se mi fossi venduto l'anima per poter fare il figo che scrive sulle webzine famose, probabilmente ora vi direi una cosa del genere:

La derivazione e la scarsa originalità arrogantemente derubata ai coloni del Death di matrice svedese da parte dei gruppi americani, tra i quali vediamo i Killswitch Engage come capostipiti, è dichiarazione d’alterità talmente violenta e perentoria da rendere i loro album costruiti sempre sullo stesso ridondante concetto.

Fortunatamente siamo sul mio blog, quindi posso scrivere senza problemi LA VERITA':

i Killswitch Engage fanno così schifo che ti fanno uscire palle di merda dal buco del cazzo.

Agli inizi degli anni '90, da parte della stampa, dei critici e soprattutto dei fans ci fu una fortissima richiesta, in ambito Metal, di evoluzione e sperimentazione. Lo so, oggi, a pensare a gente come Nando the King of Poser sembra assurdo che i metallari chiedessero evoluzione, ma vi giuro che le cose andavano così. Probabilmente il grande merito fu di Pretty Hate Machine dei Nine Inch Nails. Nacque la voglia di infrangere i confini di un genere alla frutta e di provocare gli oltranzisti, gli ortodossi e gli integralisti. Sono spuntati, nelle due famose ondate, dai Korn ai Limp Bizkit, dagli Slipknot fino ai Rage Against the Machine, e poi anche quei gruppi che non riprendevano dall'hiphop o dall'elettronica, come i System of a Down o i Sepultura di Roots. Dopotutto NuMetal significava un modo diverso di intendere il metal, e l'estetica del fischio di Dimebag Darrell influenzò tutti.

Persino i gruppi storici la presero nel culo. I metallari volevano cose nuove, e bisognava attrezzarsi. Addirittura i Judas Priest tentarono di evolversi con l'industrial (fallirono miseramente), Bruce Dickinson uscì dagli Iron Maiden dicendo che il metal è morto e fece alcune cose veramente fighe (ascoltate questa canzone, e piangete di gioia). Stessa cosa accadde per chiunque altro, solo i Motorhead se ne sono fottuti alla grande, ma Lemmy è Lemmy e non si discute MAI.

In ambito thrash, gli Anthrax provarono ad evolversi (con risultati altalenanti ma a testa alta), i Megadeth si buttarono su una specie di pop metal paraculo quanto bellissimo, i Metallica si diedero al grunge, all'hard rock, al nu metal, facendo sempre più cagare, fino a tirare fuori St. Anger, ovvero il disco metal più brutto che sia mai stato concepito. Ma chi se li incula i Metallica quando hai Faith No More e Tool.

Poi, d'un tratto, il contrordine. Non so se è stata colpa della crisi economica, o degli mp3, ma le case discografiche hanno cominciato a ripuntare sul vecchio. Forse è perchè la storia insegna che dopo ogni Rivoluzione c'è una Restaurazione, e si è cominciato a parlare di purismi ed altri aggettivi tra i più controproducenti della storia della musica, tipo senza compromessi, true, fedele alla causa, defender, il numetal non è metal, i rammstein non sono metal, mio nonno aveva tre palle, mio cugino mi ha raccontato che una volta gli si è aperta la testa.
Dickinson rientra nel gruppo, i Judas Priest tornano all'heavy metal, gli Anthrax, i Metallica, i Megadeth, tutti (Paradise Lost, Amorphis, i gruppi power, TUTTI), tornano al vecchio, si riformano vecchie glorie anni '80 che non si inculava più nessuno, fioccano voti altissimi sulle riviste, si parla di rinascita del Metal quando in realtà è appena finito in coma. I metallari si incazzano per la presa per culo, no non è vero, i metallari sborrano ettolitri di sperma e nasce il concetto di vero metal, l'ultimo album dei Metallica, non mi ricordo come si chiama e neanche me ne frega un cazzo, vende uno sproposito ed è roba così vecchia che se la senti ti si sbiancano i peli del cazzo. Tutto si ripete completamente decontestualizzato.

In tutto questo la nuova tendenza (almeno secondo i webzinari) oggi si chiama metalcore, che è l'evoluzione dell'involuzione del Death Scandinavo, becerissimo groove-metal con produzione ultra hi-fi e nessun pezzo, col cantante che scimmiotta Phil Anselmo e vagonate di protools e trigger. Diffidate SEMPRE di chi trigga la cassa. Questa orribile trasversalità metal/HC di chi dell'hardcore e del DIY non c'ha mai capito un cazzo.

Ma dov'è che voglio arrivare? Agli Slayer.
Perchè la richiesta di evoluzione toccò anche loro. Ma agli Slayer non puoi chiedere una cosa del genere, non sanno farla, che cazzo ne sa Kerry King di sperimentare, l'unica cosa che sa fare è scrivere riff spaccaculo e assoli fischianti alla Richard Benson. Lombardo fiuta l'aria ed esce dal gruppo per sperimentare, appunto, con Mike Patton.
Gli Slayer ci provano, ce la mettono tutta, e se ne escono con Diabolus in Musica, che fa semplicemente schifo. Raddrizzano il tiro con God hates us all, ma stiamo sempre lì, due/tre ottimi pezzi e tanto mestiere. Poi il contrordine, Lombardo rientra, tutti vogliono i vecchi Slayer, richiamano addirittura il vecchio tizio che disegnava le copertine, escono Christ Illusion e World Painted Blood.
E' da qui è nata una cosa molto strana, perchè all'inizio mi facevano davvero schifo. Però al nuovo disco degli Slayer gli dai fiducia per principio, e te lo spari comunque un milione di volte finchè non realizzi che è un capolavoro. Ma quello che non capisco è se questi dischi, oggettivamente nati male, mi piacciano davvero oppure me lo impongo, per lo stesso motivo per cui c'ho messo un quarto d'ora a trovare il coraggio di mettere nero su bianco che Diabolus in Musica è una scoreggina. Ma si, alla fine chissenefrega.

Ai tempi del liceo Ciccia mi diceva che il metal è solo casino con gente che urla ed io stavo lì come uno stronzo a cercare di farle cambiare idea, passandole Images and words o qualche ballata paraculo degli Stratovarius.
Oggi, se mi dicessero che il Metal è solo casino con gente che urla, risponderei:
MA MAGARI PORCO DIO.

Buona festa degli Slayer a tutti, a otto bit, perchè è sempre meglio un disco degli Slayer scritto in cinque minuti che i vostri Lamb of God del cazzo:


1.5.11

Galline scannate, super liquidator, suoni da pianobar, sintetizzatori giocattolo e Mauro Repetto strafatto di cocaina. There's a lot of green.

Uno dei problemi principali di internet è
la difficoltà che si ha nel verificare
se
una citazione è vera o meno
-San Tommaso


Stanotte ho sognato di trovarmi in un pub con l'incredibile Hulk che, lasciatemelo dire, è una persona davvero educata e a modo, cosa che sinceramente non mi aspettavo. D'un tratto mi ha fatto una domanda che mi ha talmente stupito da avermi impallato il cervello, è scomparso tutto, vedevo solo nero e sentivo un fastidioso ronzio dietro le orecchie. Ho avuto molta paura, mi dicevo cose tipo: 'Ecco, vedi? Ti sei impallato e adesso resterai tutta la vita così, perchè non ce l'hai un ctrl-alt-canc'. Sul serio, è stato drammatico. Poi mi sono reso conto che in realtà io ero in un sogno e quindi non dovevo fare altro che aspettare di svegliarmi. Sono quindi stato tutta la notte col cervello impallato ad aspettare che suonasse la sveglia. Io riesco a rompermi i coglioni pure mentre dormo, è allucinante.
Comunque, la cosa che mi ha detto Hulk è stata la seguente (perchè ovviamente mentre ero impallato non sapevo che fare e c'ho riflettuto sopra):
Dio è bene. Satana è male. Ma se Satana è male perchè fa male ai cattivi?

Questo mi ha portato a una serie di ragionamenti filosofici che porteranno a dover rivedere l'intero impianto religioso/mitologico della religione cristiana.
In realtà, i cattivi vanno in Paradiso perchè Dio è buono e li perdona, i buoni vanno all'Inferno perchè Satana è cattivo e quindi li fa soffrire per l'eternità.


Da bambino passavo gran parte delle mie vacanze estive in campagna, da mia nonna. Non c'andavo solo io, ma gran parte dei miei cugini, e ce ne stavamo lì in mezzo ad ettari ed ettari di fratte, tra conigli, galline e spesso qualche serpentello che mio nonno catturava con notevole abilità, li metteva nei barattoli di vetro e noi poi gli davamo fuoco con l'alcool o aspettavamo la loro morte per asfissia per tagliuzzarli. Io me ne stavo sempre con due miei cugini un pò più grandi, Gino e Regoaro, per i quali avevo un rispetto e una stima insormontabili.
Questo fatto è successo quando avevo all'incirca 10 anni, e loro 14 forse 15. In quel periodo c'era una mia cuginetta, sei anni, che aveva preso a giocare in modo parecchio strano. Ogni pomeriggio tagliuzzava carote, patate, pomodori ed altro e li metteva all'interno di una scatola di latta di quelle per il caffè; poi la sera chiudeva quel contenitore, lo lasciava in giardino e se ne andava a casa sua; la mattina dopo, appena tornata, svuotava quel troiaio di vegetali e ricominciava daccapo. Era tipo una settimana che la storia si ripeteva. Faceva i minestroni, diceva. Beata adolescenza campagnola.
Un bel giorno, la mia cuginetta posa il suo lavoro al solito posto, ci saluta e si allontana con sua madre. Io stavo con i miei due idoli seduto lì vicino, su una panchina, lo skateboard sotto i piedi, probabilmente una canottiera comprata in stock da cinquanta a due mila lire al mercato; si erano fatte le sette e quindi di lì a poco ce ne saremmo andati anche noi.
D'un tratto Rego dice: 'Dobbiamo fare qualcosa con quel contenitore'
Gino, subito: 'Si, infatti, bisogna fare uno scherzo prima che con quel coso non ci giochi più'
Io me ne stavo seduto tra loro due, e li guardavo con gioia. Sapevo cosa stava per succedere: stavamo per fare una cazzata. Adoravo fare le cazzate, tipo quando facevamo i palloncini d'acqua colorata e li lanciavamo sui passanti o mettemmo un topo morto nel letto di mia nonna. In realtà succedeva sempre questo: loro formulavano il piano ed io lo eseguivo, prendendomi poi il cazziatone. Qualche anno dopo io salii di grado e questo ruolo passò a mio fratello.
Intanto i miei due cugini si confrontavano le loro idee per creare il piano perfetto. L'idea di partenza era quella di metterci qualche cosa dentro. 'Ma che cosa?' si chiedeva Regoaro.
In quel preciso istante io mi alzo e dico:
'Va bene, dai, io ora me ne devo andare a casa sennò mamma si arrabbia, e poi devo anche fare la cacca'
Gli occhi dei miei cugini si ILLUMINARONO. Non c'è bisogno che vi dica dove mi fecero cagare. Tra l'altro non fu neanche semplice, non è facile cagare in una scatoletta.
Il mattino seguente arrivammo da mia nonna tipo alle otto del mattino, non potevamo permetterci di perdere lo spettacolo. Stavamo seduti su quella panchina in pietra fremendo, ridevamo come maiali al solo immaginare la reazione di nostra cugina.
Finalmente arriva, bella, sorridente, occhioni azzurri e lunghi capelli biondi a boccoli, un vestitino colorato che svolazzava mentre saltellava verso il giardino; ci saluta da lontano aprendo e chiudendo la mano. A noi tre ci si spegne il sorriso sulle labbra: avevamo esagerato.
Subito dopo mia cugina apre il gancio e viene sopraffatta da una zaffata di merda che erano 15 ore che se ne stava al caldo in quella scatola chiusa ermeticamente. Non aveva ancora visto cosa c'era dentro, subito dopo ci fa caso.
Noi stavamo lì a bocca aperta, e lei:
'MA QUA' DENTRO CI STA UNA MERDA. UNA MERDAAAAAAAAA'

Dice merda, non cacca o pupù. Dice proprio merda.
Poi scoppia in lacrime, noi piangevamo dalle risate e ci godavamo il momento prima della scontata punizione che ci sarebbe stata inflitta. Ma ne era valsa la pena, cazzo. Mia zia accorre, nota la situazione, ci guarda malissimo, va a buttare il contenitore di cacca e ci guarda malissimo, ricordandoci che avrebbe immediatamente chiamato le nostre madri.
Mamma si incazzò come forse non è mai più successo, ricordo invece che mio padre rideva sotto i baffi.
La punizione fu che non potei andare da mia nonna per tre giorni. Che poi voglio dire, che cazzo di punizione è quella di non poter andare a trovare tua nonna ma startene in casa a giocare al Mega Drive.

Questa cosa mi è tornata in mente dopo aver letto la frase che un idiota imbecille strafatto di sborra ha scritto per arrivare su questo blog:

883 merda

Vattene. Affanculo. Da. Questo. Blog.
Io purtroppo gli 883 non me li sono gustati fino alla fine perchè da ragazzino entrai abbastanza presto in fissa coi Nirvana, e quindi da lì al grindcore il processo è tutto in discesa. Ricordo che passavo interi pomeriggi con Sean a casa sua, a spararci Nevermind tenendo le orecchie attaccate alle casse. Uno di quei dischi ascoltati talmente tante volte che conoscevamo i testi a memoria senza averli mai letti. Quando sei un ragazzino devi sempre far parte di un gruppo e stare sotto una bandiera. Ci si divide in gruppi settoriali e spari a zero su tutto il resto considerandolo merda. C'erano i truzzi, c'eravamo noi, c'erano i rappettoni e così via. Quindi non potevamo più dire che gli 883 erano fighi. Gli Alice in chains erano fighi, gli 883 erano commerciali. E a me gli Alice in chains facevano pure schifo.
La genialità di Max Pezzali però è fuori discussione.
La grandiosità delle sue canzoni sta nel rappresentare alla perfezione un certo periodo della nostra vita. Dalla terza media fino ai 14/15 anni, col primo gruppo stabile di amici, le prime uscite, le prime sbronze, le prime esperienze sessuali, le prime delusioni sentimentali, quando si fa sega a scuola, l'attesa per le vacanze di Natale, i primi litigi coi genitori, i diari Comix, le gite di più giorni, la lotta per sedersi dietro a tutto nell'autobus, i pomeriggi a studiare geografia mentre fuori piove; ecco: in quel periodo noi siamo una canzone degli 883. Noi siamo un testo degli 883.
Non esiste altro gruppo che sia riuscito a immortalare l'odore e l'immediatezza di quel periodo dell'adolescenza in maniera così universale.
E' incredibile di come io riesca a sparare troiate allucinanti quando si parla della catastrofe in Giappone e poi riesca a far passare, con una tesi illuminante, gli 883 come uno dei gruppi Italiani più importanti degli ultimi venti anni, e sono serissimo. Questo me lo dico da solo, me lo merito. Comunque uno dei miei progetti di vita è prendere capolavori come Tieni il tempo e aggiungerci certe bordate drone che nemmeno i Sunn O))) sotto eroina.



Gli anni novanta, puttana madonna.

 

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