2.10.11

I polimeri ad alto peso molecolare del glucosio

'Ahò! Io scopo coi Morbid Enghel de sottofondo e
i sessantaquattresimi li pijo tutti!
Daje death metal porco Dio!'

- Fabio
'Aorco Dio ho dato na botta ar nervo daa suocera'
- Simone

Innanzitutto ne approfitto per rispondere a Ibrahim che mi ha scritto un commento su un vecchio post e che ho letto solo ora. Ti rispondo qui: sono d'accordo su ciò che dici, gli Opera IX tentarono di creare una sorta di via locale, regionale, al black metal, almeno prima che arrivassero una serie di norvegesi de noantri a parlare di montagne innevate mentre abitavano a sei metri dal mare. Ma pure i Forgotten Tomb sono un gruppone, sono stati i primi, insieme agli Shining, a formulare il cosiddetto depressive. Effettivamente dopo l'uscita di Cadaveria gli Opera IX non se li è più inculati nessuno. A questo punto citiamo i Cadaveria, soprattutto il secondo disco, metal estremo praticamente incatalogabile con tanto di paraculissima cover delle Blondie. A me Cadaveria mi arrapa, comunque. Sto scaricando i dischi da te consigliati, ti farò sapere. Di fearbringer io ho ascoltato solo Le notti del peccato, e mi fece veramente schifo al cazzo con quella drum machine programmata malissimo.
Comunque il miglior gruppo metal italiano restano i Kurnalcool, discografia completa immediatamente.



Comunque, ho cominciato le nuove lezioni all'università, tra le quali Chimica III. Comprendere l'ordine del mondo è una necessità umana incontrollabile. Molti considerano la chimica come una materia ostica (e questo è vero) e brutta. Questo non è assolutamente vero, soprattutto se ti ritrovi a lezione una professoressa come la mia, della quale non perderò mai una lezione. Ecco la perla con cui se ne è uscita oggi:

'Pe favve capì, l'artro giorno so annata a compramme na vaschetta de gelato e c'ho fatto mette er ghiaccio secco sinnò me se squagliava. Che succede quando apri aa scatola? Succede che er ghiaccio fuma, sublima direbbero i sacri testi de a Chimica.
E perchè fuma?
Perchè er solido anidride carbonico è tarmente scrauso che er cristallino se sbraga e diventa areiforme.
Ahò! Me pare ovvio che se all'esame me dite che er solido è scrauso ve boccio tutta a vita'

Poesia. Un pò come il professore di Meccanica e Macchine, che un giorno se ne uscì con un terremotante:

'Ahò! Negli anni '80 ai venezuelani gli americani non je o facevano usà er petrolio. E pe imparasse a usallo i venezuelani sò venuti aa Sapienza, sò venuti da me. E je l'ho 'nsegnato io a costruisse e turbine, coe carrucole e coi pezzi de fero, mica coi compiuter come fate voi, che der concetto de 'ngegneria non c'avete capito popo n cazzo'

20.9.11

Quando il death metal incontrò la dance anni novanta

I Giapponesi c'avranno anche il cazzo veramente piccolo, ma hanno avuto il coraggio di fare tutto quello che i metallari hanno sempre desiderato senza mai avere le palle di ammetterlo.


18.9.11

L'insostenibile leggerezza della teoria del caos

Le donne sono belle. Interessanti da studiare, da conoscere, divertenti da ascoltare e spesso spiritose. Hanno in genere occhi meravigliosi. Rarissimo che una donna non abbia occhi meravigliosi.
Le donne sono mutevoli, lunatiche, innocentemente perfide, senza convinzioni profonde e senza volontà continue, violente e fragili. Litigano a morte per sei mesi all’anno, si calunniano a vicenda l'un l'altra e si adorano alla follia, si stringono tra le braccia quasi a spezzarsele e sono pronte a sbudellarsi per una parola fraintesa. Incerte, il loro umore è variabile, le esaltazioni sono a sorpresa, le tenerezze pronte a sparire, l’entusiasmo soggetto a eclissi. Parlano e sparlano di amore, onore, citano i loro ex, raccontano la loro vita, millantatrici bugiarde bare velenose infide inquietanti pericolose ingannatrici.Un giorno amano solo voi e il giorno dopo vi guardano appena perché, insomma, hanno una natura, un fascino, un temperamento da puttane e tutti i loro sentimenti sono simili agli amori delle puttane. Il loro cervellino svolazza come foglie al vento. Mi piacciono moltissimo.

Io non sono mai stato geloso in tutta la mia vita. Mai provato un simile sentimento. Una mia ex soleva spaccarmi i coglioni su questa cosa, sosteneva che la mia mancanza di gelosia fosse esempio di menefreghismo, non te ne frega un cazzo di me diceva, però poi esaltava questa mia qualità davanti alle sue amiche, con me stesso presente, e la guardavo straniato come se mi fossi ritrovato di fronte Rupert Sciamenna, con un vassoio d’argento in mano, che mi chiede se gradisco un po’ di merda di balena. Poi le facevo notare, con ESTREMA cautela, la sua evidente incoerenza e lei mi guardava, con occhi meravigliosi e quel taglio con la quale immagino Cleopatra, mi guardava, dicevo, e io capivo, senza alcun bisogno di proferire altre parole, che quella sera non me l’avrebbe data.

In realtà una volta sono stato geloso: quando ho scoperto che Anneke Van Giersbergen era rimasta incinta. Andai su internet a cercare chi era quel negro che l’aveva stuprata, perché non poteva essere andata in altro modo, dato che Anneke E’ DESTINATA A ME.
Anneke è la donna più bella del pianeta Terra, e chi non è d'accordo non merita di respirare la sua stessa aria.
I Gathering sono l’unico gruppo gothic metal con voce femminile che abbia mai avuto un senso, tutto il resto è merda pura. E quando questo genere si ritrovò essere alla moda, loro fecero altro, splendidamente, senza sporcarsi mai.
Io, sinceramente, credo che riuscirei a discolpare, più o meno in parte, le opere di Mussolini, Stalin, Gengis Khan, Mitridate sesto, la contessa Elizabeth Bathory, Giacomo Coppini, Tamerlano o Hitler, ma l’uomo che qualche anno fa ebbe il coraggio di organizzare un concerto a Milano con i Gathering di spalla ai Lacuna Coil è davvero ingiustificabile, una merda, un essere aberrante cattivo immorale marcio perverso sudicio amorale degenerato depravato dissoluto pervertito impresentabile impudico indecoroso indegno lascivo osceno sconcio sconveniente spregevole spudorato corrotto disonesto licenzioso osceno scostumato e turpe.

Quando Anneke abbandonò i Gathering fu uno dei giorni più tristi della mia vita. Giurai che mai avrei ascoltato i rispettivi e successivi prodotti dell’intelletto. Alla fine, con Anneke, non ho resistito.
La canzone fa schifo al cazzo, ma lei resta la donna più bella del Pianeta, il sorriso più bello da quando la Natura ci ha fornito un velo palatino e la voce più bella degli ultimi sette milioni di anni. Qualcuno dirà che sembra invecchiata e beh, grazie al cazzo, è invecchiata, ma dovete considerare che è del Nord Europa; e se dopo i 30 anni quelle del nord tendono a diventare dei maiali nazisti sovrappeso lei diventa sempre più simile a Moana Pozzi, un altro grande pezzo della mia adolescenza.
Anneke sposami, ti prego, non fare la puttana, non fa niente se non hai più un imene. E tuo figlio pazienza, ci penso io, lo affogo in una tinozza di acqua tiepida.

11.9.11

Gli occhi azzurri della Rivoluzione

Qualche giorno fa tornavo a casa dal cardiologo (perché a quanto pare sto morendo, e le mie camere cardiache soffrono, meccanicamente soffrono, le sistole) quando ho incontrato Bubbalino. Bubbalino ti voglio bene bene avrebbe scritto, forse, Alessio Mainardi se fosse stato gay.

Bubbalino una volta fu fermato dalla Polizia con 10 grammi di erba addosso e l’unica cosa che seppe dire fu: ‘Non è per me’ dichiarando così che non era per uso personale, e che lui era uno spacciatore di droga. Passò molti guai per quella frase. Perché dovete sapere che la mia Terra Madre è un posto piccolo e dimenticato da Dio dove non succede mai un cazzo di nulla. Così, se a Roma, capitale grande e grossa piena di auto blu, i poliziotti non hanno il tempo di rompere il cazzo ai ragazzini perché hanno da pensare al Papa, ai negri che stuprano le ragazze, ai rumeni che stuprano qualsiasi cosa, ai ladri, alle bombe, agli assassini e a diversi e variegati tipi di mafia, giù da me l’unica cosa che possono fare per tentare la carriera e farsi mettere una foto della loro faccia di merda su un giornale locale è arrestare giovani minorenni che, più perché non hanno nulla da fare che per altro, cominciano a fumare erba. Io alle elementari mi vedevo con Pisellino e ci fumavamo i tuberi delle patate, per dire. E quante se ne inventano, quei poliziotti di merda. Facevano i finti operai a scuola e vagavano per i cessi in cerca di lampadine da riparare e ragazzini da fottere. Andavano girando con macchine non di servizio (sempre nella mia mente rimarrà la Punto Fucsia targata 696) e poi ti si avvicinavano, con vestiti civili, per chiederti, con occhi vispi: ‘Scusate ragazzi, avete mica della droga da vendere?’. Quegli imbecilli credevano davvero che il ragazzino di turno ci sarebbe cascato come un pirla, e invece, puntualmente, la risposta era un secco no, e loro se ne andavano mogi mogi chiedendosi come mai il loro piano perfetto non aveva dato i risultati sperati.

Bubbalino, una volta, al grido di ‘Polizia bastarda!’, prese a calci una macchina della Polizia. Solo dopo notò che c’erano due poliziotti seduti dentro. Passò molti guai.

Bubbalino era uno che i fascisti non li poteva proprio vedere. All’epoca, nel centro storico, c’era un locale che rappresentava, politicamente, la sede di Alleanza Nazionale. Una enorme bandiera sventolava costantemente dal balcone dell’edificio, a non più di due metri e mezzo da terra. Un edificio in pietra bianca, massiccio e basso, come spesso accadeva nell’edilizia preguerra. Bubbalino, una sera, si presentò lì con suo fratello: voleva dare fuoco a quella bandiera, e nessuno lo avrebbe fatto desistere dall’infiammare un tricolore. Proprio sotto il balcone, salì sulle spalle del fratello e, mentre con una mano si reggeva sul freddo marmo, con l’altra tentava di afferrare la bandiera. Il caso volle però che alcuni camerati, lì in fondo alla strada, notarono quel tentativo di aborto patriottico e, urlando bestemmie, cominciarono ad accorrere.

Il fratello di Bubbalino, a causa dell’intensa emozione derivata dalla percezione del pericolo, reale o supposto, pensò bene di scappare, lasciando Bubbalino appeso al balcone, come un povero coglione. Bubbalino allora si lasciò cadere, rovinò a terra e si sbucciò un ginocchio. Strillò per il dolore, tenendosi con entrambe le mani la parte lesa. Ma subito dopo si rialzò per correre via, osservando i fascisti sempre più vicini alle sue tubercolosità ischiatiche; vide allora una bicicletta poggiata su un muro, e pensò bene di requisirla in nome del Popolo Sovrano, che di certo sarebbe stato dalla sua parte. Prese la bicicletta, ci salì sopra, diede una forte pedalata. La bicicletta però era attaccata con una lunga corda ad una grondaia, lui cadde con la faccia che si spiaccicò sul ciottolato, e si spezzò i due denti davanti, il coglione.

Un giorno io me ne stavo nel retro della piazza, con i miei amici grandi e musicalmente cristallizzati che mi spacciavano i dischi dei Kiss e mi dicevano che il black metal è una merda, seduti per terra, a fumare Lucky Strike morbide. Perché quelle dure sono amare.

D’un tratto vidi Bubbalino avvicinarsi a noi, zoppicando in modo strano. Cosa gli era successo? Qualche sera prima, l’aitante giovine, si era portato, nella villetta semibuia del paese, Marta, ragazzina di forse quindici anni, con le tette spaventosamente grosse, perché lei stessa spaventosamente soprappeso. Cristo quante virgole che metto. Lei, probabilmente molto eccitata vel dalle prime sue esperienze sessuali e dall’enorme dose di estrogeni nel sangue vel dallo stare con un ragazzo più grande di lei e di indubbia personalità, gli prese il cazzo in mano e, nel fargli una sega, gli strappò il filetto e gli lacerò il glande in due punti. Il Bubbalino furioso, e sborrante sangue, non seppe che fare se non chiamare il suo papà che probabilmente fu bel poco lieto di accompagnarlo in Pronto Soccorso. Quello che io mi chiedo è cosa si dissero Marta e questo povero padre in sala d’attesa, mentre Bubbalino era qualche stanza più in là a farsi ricucire la cappella.

Ogni volta mi dimentico di domandarglielo, ma quello che è certo è che anche quando il mondo intero sarà sconvolto dalle esplosioni atomiche, sulla faccia della terra gli oceani saranno scomparsi, e le pianure avranno l'aspetto di desolati deserti, io avrò la certezza che Bubbalino starà facendo una stronzata. Se non capite la citazione, fate veramente cacca.

Bubbalino io ti voglio bene bene. Giuro, più dei Life of Agony.


30.8.11

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11.8.11

Cascherà tra le fogne colorate

Innanzitutto ho visto Zatoichi. Poi, ringraziamo gli dei per averci donato un Luglio fresco e ricco di idrossido di idrogeno. Laudata sii, sorella pioggia. Detto questo è probabilissimo che ad Agosto farà un caldo fottuto, e questo perché comincio a credere che il mio blog sia una imponente fonte di sfiga: non ho fatto in tempo a scrivere che cambio casa che la stazione Tiburtina è andata a fuoco senza motivi apparenti. Dio solo sa in che condizioni versi in questo momento la vagina di Guendalina.

A fine luglio sono andato ad un festival ambient/folk/sperimentale/altrecoserandom, aggratise, scoperto per puro caso, e che è bastato a farmi meravigliare ancora del creato. Tra gli altri, ho visto J T Pearson, che ancora non ho capito chi cazzo sia ma, a quanto dicono, è molto famoso, anche se a me ha causato solo una ascite testicolare acuta.

Poi ho visto James Chance e Lydia Lunch, loro si leggende viventi. Io li conoscevo unicamente per il loro contributo alla NoWave (due nomi, James Chance & the contortions e Teenage Jesus & the jerks) ma a quanto pare continuano a cagare dischi di discreta qualità, fatti comunque di enormi dosi di rumore.
James Chance è arte allo stato elettrolitico. Immaginate un tizio di sessant’anni, vestito come una comparsa ne Il Padrino, strafatto di botulino e cocaina, e che balla facendo il robot con una bottiglia di Vodka in mano; poi ogni tanto prende il sax e fa assoli completamente decontestualizzati e ALLA CAZZO DI CANE. Buona parte degli spettatori stava lì a guardarlo come fosse un fenomeno da baraccone vivente, una specie di Richard Benson americano, senza percepire la bellezza che avevano di fronte.
Lydia Lunch invece è invecchiata, è ingrassata e resta alta un metro e un cazzo, però continuo a vederla come una splendida donna, forse perché da giovane era una bonazza da paura e ha fatto un cortometraggio in cui tira un signor pompino a un qualche esponente della nowave. Il palco, piccolissimo e alto mezzo metro, era immerso tra alberi illuminati di blu. Io stavo in prima fila e per una intera canzone ho avuto la Lunch a un metro che mi indicava col dito e mi urlava: ‘You are the wrong man, YOU ARE THE FUCKING WRONG MAN!’. E’ stato molto bello.

Ma soprattutto ho visto Matt Elliott, scoperto nel lontano 2005 grazie a quel frocio di Bologna. Questo sant’uomo, che suonava nei Third Eye Foundation, si è messo a fare dischi solisti uno migliore dell’altro, senza mai sbagliare nulla. Drinking songs è una delle cose più tristi e devastanti che abbia mai ascoltato. Stava lì con una chitarra acustica e una pedaliera da mezzo milione di euri, disperato, quasi in lacrime, con la gente focalizzata in silenzio religioso. Il concerto è durato un’ora, una settimana, un mese, che cazzo ne so. Però il suicidio era nell’aria. Poi è venuto da me e mi ha scroccato una cartina, ed io sembravo una ragazzina degli anni novanta davanti ai Backstreet Boys, oppure il Negro davanti alla cantante degli Wow.

La sera in cui ha suonato Matt Elliott, ultima del festival, tornavamo in macchina verso le rispettive abitazioni ascoltando musica colta (i Motley Crue) per cercare di riprenderci dall’enorme dose di depressione causata dal concerto dell’Uomo, quando il Suicidio, come isotopi radioattivi dispersi nell’ambiente, ha colpito a fulmine. Millemila poliziotti hanno bloccato la superstrada costringendomi all’uscita verso strade secondarie. Il giorno dopo siamo venuti a sapere il perché: una donna aveva ben pensato di togliersi la vita semplicemente sdraiandosi sulla corsia di sorpasso in attesa che un automobile la falciasse via. Alla fine le macchine sono state una decina, e il suo corpo si è spalmato su due chilometri di strada al punto da non poterla raccogliere: l’hanno semplicemente lavata via.



Inoltre sto preparando un esame imponente, sia per quantità che per qualità di informazioni. Sto diventando sempre più ipocondriaco, vedo ogni singolo fotone di ogni singolo raggio solare che urta la mia cute e mi sposta gli elettroni sulle orbite esterne, vedo zanzare gonfie di sangue che non vedono l’ora di inglobularmi parassiti, vedo il termometro che segna i 30 gradi e comincio a sentire spasmi coronarici e principi di ischemia, faccio una curva in macchina e percepisco la dislocazione periferica dei globuli rossi con spinta centrifuga verso le pareti vasali, bevo una birra e sento il fegato che va in necrosi e mi prepara a un'ulcera emorragica, passo le giornate ragionando sull'utilità di farmi trapiantare un terzo rene, così, per sicurezza. Tanto i bambini negri in Africa non ce l’hanno l’acqua, che cazzo ci devono fare con due reni.

Tutto ciò per dire che ho smesso di fumare. Le ultime tre sigarette le ho accese ma non le ho fumate, non ce la facevo, vedevo solo enfisemi e una quantità spropositata di neoplasie.
Questi però i sintomi che mi porta l’astinenza da nicotina:
malessere generale, nausea, mal di testa, tachicardia, aumento della frequenza respiratoria, bronco dilatazione, stato ansioso, irritabilità, alterazione dello stato di coscienza, disturbi visivi, delirio, coma.
Ormai con mia madre interagisco solo a vaffanculo, del tipo
‘Buongiorno’
‘Ma vaffanculo!’
‘Ma..’
‘Ma un cazzo porca puttana ma che cazzo vuoi, ma che cristo a rompermi i coglioni sin di prima mattina, ma vaffanculo va, fatti i cazzi tuoi sta rompicoglioni di merda, che cazzo guardi CHE CAZZO GUARDI’
Però la mia aspettativa di vita è aumentata di cinque anni, fra un anno non rischierò più una cardiopatia ischemica e, tra soli venti anni, i miei polmoni saranno puliti come quelli di un fottuto neonato. Oppure, se continuerò a ingurgitare tali quantità di gelato, diventerò un obeso di merda e mi prendo diabete, trombosi e aneurisma.


24.7.11

Per me pici: tanti. E vino rosso.

Ci sono solo due sillabe sulla faccia di questa Terra degne di ascolto: fica.
-
Frank Slade

Qualche giorno fa sono tornato in Terra Madre da Roma e mi sono detto: adesso scrivo un post così Jacopo è contento. Poi solo l’idea di dover accendere due portatili l’ho trovata così stressante che ho preferito buttarmi sull’erba a vegetare ascoltando quel capolavoro di Squarepusher a nome Ultravisitor; questo finché un calabrone rosso non mi ha urtato il ginocchio, costringendomi ad una vigliacca ritirata tra le mura domestiche.

Mi sono quindi seduto su un divanetto in cucina a leggere Il signore delle mosche, mentre mia madre cucinava una qualche sbobba inodore, incolore e probabilmente insapore, e guardava in televisione Chi vuol essere milionario. D’un tratto vengo scaraventato fuori dall’utopia, Jerry Scotti aveva appena fatto una domanda sui Genesis, e per la precisione: quale è il loro primo disco con Phil Collins alla voce. L’ultimo degno di essere ascoltato avrei risposto io, ma questa ipotesi non c’era tra le quattro proposte.

Risposto che il tizio ebbe alla domanda, Jerry Scotti proprio non resiste e se ne esce con un parere sulla carriera dei Genesis, e io già immaginavo l’intera Nazione Italiana col fiato sospeso perché sicuramente stavano tutti lì, a bocca aperta, a chiedersi che cazzo ne può pensare quel grassone di merda di un gruppo prog inglese. Questo il suo commento:

‘Peter Gabriel abbandonò i Genesis perché voleva sperimentare, ma commise un grave errore. In risposta alla sua mediocre carriera solista, i Genesis ebbero il periodo musicale migliore della loro carriera’

Ma mannaggia la Madonna. Ma mannaggia i sette dèi, mannaggia R’hllor e mannaggia gli alberi-diga dell’intero continente occidentale.

Come sia possibile che una persona possa liberamente dire, in televisione, in fascia protetta, una tale falsità, una tale MENZOGNA, senza che nessuno, Stato, Chiesa, Protezione Minori, Croce Rossa, ONU, nessuno, abbia chiesto la testa di quell’uomo su una picca? Nessuna rivoluzione, nessuna sommossa popolare, quando quell’uomo andava crocifisso in libera piazza con decine di migliaia di persone a lanciare ortaggi e secchiate di merda. Si sono combattute guerre per molto meno.

Jerry Scotti, io prima o poi ti incontrerò per Roma e ti strapperò la giugulare a morsi. Lo giuro su Foxtrot, lo giuro su Trespass e lo giuro su Nursery Crime. Lo giuro su Selling England by the pound. Quattro volte ho giurato.

Detto questo, a Roma ci sono andato fondamentalmente per vedere La Mora che andava in reboot di sistema. E’ stata inoltre la mia ultima dormita nella ormai vecchia casa, e sono stato un paio d’ore a vagare per quelle quattro mura cercando di memorizzare quanto più potessi, per far tornare allo scoperto più ricordi possibili. La nuova casa (si SPERA) non ho la più pallida idea di come sia fatta, il Negro me l’ha descritta diverse volte. Il problema è che la prima volta me l’ha descritta in un modo, la seconda in un altro e la terza mi ha detto che lui in quella casa non c’è mai stato. Ecco che vuol dire dare retta ai negri.

L’unica cosa certa è che una mia coinquilina sarà tale Guendalina, che io non ho mai visto in vita mia e che tutti mi assicurano essere una grandissima rompicoglioni. Per me il suo essere eccessivamente logorroica non sarà un problema (già tendo a non ascoltare, figuriamoci quando a parlare è una donna), il problema è dato dal suo nome. Nella mia mente è inconcepibile che nel terzo millennio ci si possa chiamare Guendalina, quindi tendo spontaneamente a immaginarmela come una ragazzotta campagnola del secondo �dopoguerra italiano, vestita di stracci (ed in bianco e nero, attenzione). Ora, da qui ne deriva il VERO problema: secondo me le ragazze campagnole del secondo dopoguerra avevano la vagina maledettamente maleodorante.

Da queste considerazioni posso affermare, con certezza matematica, che a Guendalina puzza la fregna.

Quando la incontrerò la prima volta e sarò costretto a interagire a livello sociale tendendole una mano, già so che non starò badando a quello che dice, non starò guardando il suo volto, starò pensando alla sua fregna strabordante di secrezioni vaginali a ph acido, enormi grandi labbra violacee ed infiammate, orde di stafilococchi che tentano di veicolare verso il suo buco del culo. E se pensate che stia scherzando, sappiate che non è affatto facile essere me; questa cosa la sto scrivendo solo perché spero che pure Negro, Stella e gli altri quando guarderanno Guendalina penseranno a queste stesse cose. Già so che prima o poi sostituirò il suo sapone intimo (sempre se lo usa) con un flacone di sodio dicloroisocianurato stabilizzato al 15%. Probabilissimo che al solo contatto il suo clitoride evaporerà, ma poi su quella fregna ci potremo apparecchiare oppure potremo usarla come contenitore portatile di alimenti.

Detto questo, ora avrei dovuto scrivere almeno un paio di ricordi riguardanti la mia vecchia, amata e sgarrupata casa. In quelle otto mura di compensato sono successe cose inimmaginabili. Ma, detta come va detta, mi sono rotto i coglioni di scrivere e quindi un giorno verrà la seconda parte di questo post, spero entro Luglio. Per ora vi lascio con una foto del mio primo compagno di stanza:

Simone, altresì detto Uomo Ipocondria

 

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